Valorizzare il passato
per ispirare il futuro
Fondazione Sicana si pone come custode e promotrice dello straordinario patrimonio artistico e letterario di SICILBANCA, contribuendo alla salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio culturale unico.
Il Luogo della Identità e della Memoria di Gino Morici
Ubicato nell’ex Palazzo delle Poste Centrali di Caltanissetta, sede di Fondazione Sicana, il Luogo della Memoria e delle Identità rappresenta una testimonianza viva dell’arte di Gino Morici, pittore eclettico palermitano.
Questo spazio ospita la raccolta degli Hidalghi, una collezione pittorica di grande pregio che riflette la sensibilità e l’abilità espressiva di Morici. Il Palazzo delle Poste, restaurato con cura filologica e conservativa, si presenta come un vero e proprio museo d’arte, impreziosito dagli affreschi originari che decorano le sue sale.
Tra le opere più significative, “L’Allegoria dell’Italia”, vincolata alla sua collocazione originale per la sua rilevanza storica e artistica. Accanto alla raccolta di Morici, il sito ospita anche la Collezione del Colonnello Morrice, che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale del palazzo con opere di artisti siciliani e italiani di grande valore.
La sede di Fondazione Sicana non è solo un centro di conservazione, ma anche un luogo di divulgazione e incontro, dove mostre, convegni e visite guidate avvicinano il grande pubblico a uno straordinario patrimonio culturale.
Salone del Pubblico
L’ampio salone si distingue per un soffitto decorato con un raffinato intreccio di riquadri, riconducibili all‘avanguardismo dell’epoca. I dettagli floreali che collegano armoniosamente le lunette tematiche sono opera dell’artista Gaetano Sparacino, amico di Gino Morici. Nei riquadri centrali, di forma esagonale su sfondo blu, prendono vita immagini simboliche della comunicazione postale: Angeli, Sirene, Mercurio, corrieri a cavallo o su carro, navi, elementi che richiamano il dinamismo del viaggio e dello scambio.
Sala dei Telegrammi
Gli affreschi della sala, realizzati con la tecnica dell’encausto, narrano l’evoluzione delle telecomunicazioni dalla nascita dell’uomo fino alla contemporaneità. Si sviluppano senza soluzione di continuità lungo le pareti, con eleganza cromatica e un tratto sicuro che riflette la creatività dell’artista, pur vincolata alla retorica dell’epoca, tipica delle decorazioni dei Palazzi delle Poste. Il soffitto è impreziosito da decorazioni geometriche di Gaetano Sparacino, collaboratore di Gino Morici. Tra i soggetti raffigurati emergono Mercurio, i messaggi di fumo, l’uomo a cavallo, la nave e il treno postale, simboli del progresso nella comunicazione.
Sala dei Telegrammi
Gli affreschi della sala, realizzati con la tecnica dell’encausto, narrano l’evoluzione delle telecomunicazioni dalla nascita dell’uomo fino alla contemporaneità. Si sviluppano senza soluzione di continuità lungo le pareti, con eleganza cromatica e un tratto sicuro che riflette la creatività dell’artista, pur vincolata alla retorica dell’epoca, tipica delle decorazioni dei Palazzi delle Poste. Il soffitto è impreziosito da decorazioni geometriche di Gaetano Sparacino, collaboratore di Gino Morici. Tra i soggetti raffigurati emergono Mercurio, i messaggi di fumo, l’uomo a cavallo, la nave e il treno postale, simboli del progresso nella comunicazione.
Salone del Pubblico
L’ampio salone si distingue per un soffitto decorato con un raffinato intreccio di riquadri, riconducibili all‘avanguardismo dell’epoca. I dettagli floreali che collegano armoniosamente le lunette tematiche sono opera dell’artista Gaetano Sparacino, amico di Gino Morici.Nei riquadri centrali, di forma esagonale su sfondo blu, prendono vita immagini simboliche della comunicazione postale: Angeli, Sirene, Mercuri, corrieri a cavallo o su carro, navi, elementi che richiamano il dinamismo del viaggio e dello scambio.
La Biblioteca Navarriana: scrigno di parola e di pensiero
La Biblioteca Navarriana con oltre 10.000 volumi, custodisce preziosi testi e documenti originali legati alla figura di Emanuele Navarro della Miraglia, scrittore e intellettuale considerato precursore del Verismo. I manoscritti conservati nella biblioteca offrono un’importante testimonianza delle radici letterarie siciliane e del ruolo della regione nello sviluppo della cultura italiana.
La Collezione Sgadari
La Collezione Sgadari include 96 disegni a matita, principalmente caricature e vignette umoristiche, raccolti con cura dal barone in un album. Queste opere offrono uno sguardo intimo sulla Palermo dell’epoca e testimoniano la complicità tra l’artista e il suo mecenate. Grazie a SICILBANCA, che ha acquisito l’album da un collezionista privato, la collezione è ora esposta al pubblico nella sede di Fondazione Sicana a Caltanissetta, mentre la filiale palermitana della banca, intitolata a Gino Morici, ospita le copie anastatiche, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare una prospettiva artistica originale.
La Collezione Sgadari rappresenta una significativa testimonianza del legame tra l’artista palermitano Gino Morici e il barone Pietro Emanuele Sgadari di Lo Monaco, affettuosamente soprannominato “Bebbuzzo”. Questo rapporto, sviluppatosi negli ambienti culturali della Sicilia del Novecento, combina in modo unico collaborazione artistica e amicizia. Il barone Sgadari, figura di spicco come mecenate e collezionista, ospitava Morici nella sua dimora, che fungeva da vivace salotto culturale, frequentato da intellettuali come Lucio Piccolo di Calanovella e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
In questo contesto, Morici, noto per la sua versatilità, creava disegni che catturavano momenti di vita quotidiana e aspetti della società siciliana del tempo.
La Collezione Sgadari include 96 disegni a matita, principalmente caricature e vignette umoristiche, raccolti con cura dal barone in un album. Queste opere offrono uno sguardo intimo sulla Palermo dell’epoca e testimoniano la complicità tra l’artista e il suo mecenate. Grazie a SICILBANCA, che ha acquisito l’album da un collezionista privato, la collezione è ora esposta al pubblico nella sede di Fondazione Sicana a Caltanissetta, mentre la filiale palermitana della banca, intitolata a Gino Morici, ospita le copie anastatiche, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare una prospettiva artistica originale.
La Collezione Sgadari rappresenta una significativa testimonianza del legame tra l’artista palermitano Gino Morici e il barone Pietro Emanuele Sgadari di Lo Monaco, affettuosamente soprannominato “Bebbuzzo”. Questo rapporto, sviluppatosi negli ambienti culturali della Sicilia del Novecento, combina in modo unico collaborazione artistica e amicizia. Il barone Sgadari, figura di spicco come mecenate e collezionista, ospitava Morici nella sua dimora, che fungeva da vivace salotto culturale, frequentato da intellettuali come Lucio Piccolo di Calanovella e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
In questo contesto, Morici, noto per la sua versatilità, creava disegni che catturavano momenti di vita quotidiana e aspetti della società siciliana del tempo.
La Collezione Morici
Gino Morici (Palermo, 1901 – 1972) è stato un artista poliedrico e visionario, capace di cogliere e restituire nelle sue opere l’essenza più autentica della Sicilia del Novecento.
Celebre per la sua capacità di mescolare stili classicheggianti con un linguaggio moderno e innovativo, Morici ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico siciliano. La sua produzione spazia dagli affreschi monumentali alle opere pittoriche più intime, sempre cariche di simbolismo e poesia.
Con un approccio eclettico e una profonda sensibilità, Morici ha saputo celebrare la bellezza della quotidianità, trasformandola in arte senza tempo.
Gli Hidalghi: coraggio
e visione per il bene comune
Gli Hidalghi scultorei, commissionati da SICILBANCA, si ispirano ai disegni di Gino Morici, che li ha concepiti come rappresentazioni simboliche di valori e ideali universali. Ognuno riflette la creatività e il talento visionario di Morici, pittore eclettico del Novecento siciliano, nato a Palermo nel 1901 e scomparso nel 1972. Le figure degli Hidalghi incarnano messaggi di coraggio, resistenza e impegno per il bene comune, interpretati in chiave contemporanea.
A Caltanissetta, nella sede legale e direzione generale della banca, è possibile ammirare “Hidalgo con asta e candela”, un monito ad accendere la luce della speranza e della cultura.
A Sambuca di Sicilia, nella sede distaccata, nello spazio antistante l’ingresso principale dello storico edificio che ospita la Biblioteca Navarriana, si può apprezzare “Hidalgo flautista” simbolo di armonia e creatività.
A Catania, nel giardino antistante l’elegante villa, il monumentale “Hidalgo trombettiere” richiama all’azione, marciando controcorrente.
A Milano si trova “Hidalgo con conchiglia”, portatore di solidarietà (dono di SICILBANCA alla capogruppo Cassa Centrale Banca)
Nella filiale palermitana della banca l’opera “Hidalgo con lilium”– soddisfatto per le battaglie vinte contro il male – omaggia la città con il fiore di Santa Rosalia.





Un patrimonio da vivere e condividere
Con il Luogo della Identità e della Memoria di Gino Morici e la Biblioteca Navarriana, Fondazione Sicana si conferma un punto di riferimento nella tutela del patrimonio artistico e letterario della Sicilia. Con un impegno costante nella valorizzazione, conservazione e divulgazione, la fondazione rende accessibile un’eredità culturale di straordinario valore, contribuendo alla crescita e alla conoscenza delle radici storiche dell’Isola. La visita a questi luoghi non è solo un viaggio nel tempo, ma anche un’opportunità di riflessione sull’importanza della memoria artistica e letteraria, guardando al futuro della cultura.






































